SATURNO CONTRO

12 Marzo 2007 Nessun commento

SCHEDA DEL FILM
SATURNO CONTRO
Regia: Ferzan Ozpetek
Interpreti: Stefano Accorsi, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino, Luca Argentero, Ambra Angiolini, Serra Yilmaz, Ennio Fantastichini, Isabella Ferrari, Filippo Timi, Michelangelo Tommaso, Milena Vukotic, Luigi Diberti, Lunetta Savino
Nazionalità: Italia 2007
Al cinema dal 23 febbraio 2007

Davide scrive favole per ragazzi e vive con Lorenzo, un giovane pubblicitario che ama la vita ed i suoi amici. Ma il film non è affatto claustrofobico, anzi, intorno a Davide e Lorenzo girano tanti personaggi, tante storie, che interagiscono perfettamente tra loro.
Non c’è solo la tematica omosessuale all’interno del film, ma anche le problematiche di un’intera generazione di ultra-quarantenni, ed anche uno spaccato interessante sulla coppia etero, con Antonio e Angelica.
Non trovo condivisibili tante critiche negative che larga parte della stampa specializzata ha rivolto ad Ozpetek. Invece, rimarco l’ottimo soggetto, così come eccellenti risultano la regìa, il montaggio e la colonna sonora. Piuttosto, trovo che la sceneggiatura, soprattutto per quanto concerne i dialoghi, avrebbe potuto librarsi più in alto, partendo da un soggetto veramente eccellente. Particolarmente fuori luogo trovo le critiche rivolte al regista circa la scelta della morte di uno dei protagonisti, che andrebbe a dare un significato borghese, per benpensanti, alla storia. Non trovo che quella morte abbia questo significato, né tantomeno ritengo che sia un elemento di rottura con il resto della storia. Piuttosto, il mondo gay dovrà abituarsi a vedere morire ogni tanto i propri personaggi così come da oltre cento anni muoiono i personaggi etero, senza gridare contro la caccia alle streghe, che comincia ad essere un comportamento stucchevole. Il mondo gay assurge a pianeta intoccabile (pena l’essere scambiati per bacchettoni, stolti, ed altri complimenti del genere; sarebbe ora di piantarla, se proprio vogliono essere rispettati.
Tornando al film, concludendo, Ozpetek riprende la tematica del bellissimo “Le fate ignoranti”, forse senza toccare le stesse vette narrative, ma neanche gli si può addebitare – come in molti hanno fatto – di aver dato vita ad una copia banale di quel film. “Saturno contro” non è il copia/incolla (qualcuno l’ha detto) de “Le fate ignoranti”. Non basta trattare gli stessi temi (che, poi, non è neanche veramente così) per dire che si tratta della stessa cosa. Difendo troppo Ozpetek? Non credo, anche perché sono stato tra i tantissimi delusi di “Cuore sacro”; quindi, non gli risparmio nulla, ma certamente lo stimo. Se proprio devo fare un appunto, ma non lo faccio a livello personale al regista, né tantomeno al film (ma a tutto il cinema italiano ed europeo, perché in America, il fenomeno è un po’ meno diffuso), lamento che una volta arrivati alla media di un film su cinque dedicato alle tematiche omosessuali confido nel fatto che si riesca anche a parlare d’altro. Non vorrei che il disco si fosse incantato. Grazie!

Una perla del film è in questo divertentissimo dialogo.
Minnie: “Anche lei è come loro?”
Sergio: “Addolorato?”
Minnie: “No, gay!”
Sergio: “Gay io, no io sono frocio”
Minnie: “Credevo fosse la stessa cosa?”
Sergio: “Si ma io sono all’antica”

IMPARARE

9 Marzo 2007 Nessun commento

Non si può descrivere
fa parte di noi,
penetra nelle cellule:
esperienza forte,
da non poterla vivere sola,
da non dimenticare.
Maturerà dentro,
darà quella forza di vivere,
che c’era venuta a mancare
nell’arbitrio della scelta.
Si scivola in azioni ingannevoli
per paura,
paura del nuovo che vive in noi.
Si scappa,
e avremo poi il coraggio di imparare?

CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE APERTO A TUTTI

5 Marzo 2007 Nessun commento

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE “DEMOCRAZIA NELLE REGOLE”
PRIMO PREMIO LETTERARIO NAZIONALE
“DANTE, I LIBRI… LE REGOLE”

SCADENZA INVIO DELLE OPERE: 31 dicembre 2007.
TEMA DELLA PRESENTE EDIZIONE: L’accoglienza dell?altro, nelle regole.

? SEZIONE POESIA – Poesia sul tema della presente edizione, di non più di 50 versi (sono ammesse, invece di un’unica poesia, due poesie brevi o sonetti, purché la lunghezza complessiva non superi le 50 righe).
? SEZIONE NARRATIVA – Racconto o novella sul tema della presente edizione che non superi le 10 cartelle dattiloscritte (su pagina Word con carattere Times New Roman 12).
? NUMERO COPIE – I concorrenti devono inviare due copie di ogni opera, di cui una sola con nome cognome, indirizzo, numero di telefono ed eventuale recapito e-mail.
? QUOTA DI PARTECIPAZIONE – Per ciascuna sezione Euro 12,00; per i soci di DnR (iscritti all’Associazione anche contestualmente alla domanda di partecipazione) la quota è ridotta a Euro 10,00. Si precisa che la quota è funzionale alla mera copertura delle spese di segreteria.
? PAGAMENTO QUOTA DI PARTECIPAZIONE – Con bonifico sul Conto Corrente bancario n.72147, ABI 5132, CAB 3201, presso l’Istituto di credito Banca Nuova, filiale RM1, Via Orazio n.23, 00193 Roma, intestato a “Associazione di Promozione Sociale Democrazia nelle Regole”; oppure con assegno intestato alla medesima Associazione, presso la sede in Roma, Viale Giuseppe Mazzini n.55, 00195 (c/o Studio legale Galletti).
? SPEDIZIONE – Spedire gli elaborati a: “Associazione di Promozione Sociale Democrazia nelle Regole”, presso la relativa sede in Roma, Viale Giuseppe Mazzini n.55, 00195 (c/o Studio legale Galletti), allegando copia del versamento. Si precisa che la spedizione dovrà avvenire entro e non oltre il 31 dicembre 2007. Farà fede il timbro postale.
? PREMI – Per ciascuna delle due sezioni saranno attribuiti premi di carattere onorifico (targhe, medaglie, diplomi, menzioni speciali, etc.) che saranno precisati in seguito.
? DIRITTI D’AUTORE – I diritti rimangono di proprietà dei singoli Autori.
? PREMIAZIONE – La cerimonia di premiazione avverrà a Roma entro il mese di giugno del 2008.
? RISULTATI E INFO ON LINE IN TEMPO REALE – Tutti i risultati vengono man mano pubblicati sul sito Web: www.democrazianelleregole.it

SEMPLICEMENTE UOMINI

5 Marzo 2007 Nessun commento

Confusi,
disperati,
travolti da un evento
avaro d’affetti,
siamo rigidi,
bloccati nel pianto,
chiusi nella morsa del dolore.
Tutto il resto è nulla.
Ma hai ancora la forza di calpestare,
di negare la mano
a chi ha fatto del bene ai tuoi cari.
Non l’hai mai vista prima,
avaro era il tuo cuore
che celava un timore antico,
una paura sottile
che mai carezza alcuna
poté spazzar via.
E’ ora di urlare il dolore,
sfoga il tuo pianto,
sfoga la rabbia,
non lasciarti dentro
il peso di una vita a metà.
E poi riprendi il cammino
con un gesto d’amore.
Ringrazia chi, per te ed altri,
ha amato,
accarezzato, sostenuto
la donna che ti ha generato.
Lascia da parte l’odio
per rapporti mai vissuti
e tendile la mano,
aprile il tuo cuore.
In lei c’è il coraggio
di vivere la vita;
in lei troverai ancora
qualcosa di loro
che è sfuggito ai tuoi occhi
e non hai saputo cogliere.
Siamo umili e uguali
di fronte alla morte
siamo semplicemente uomini.

Guardando qua e là nei blog

5 Marzo 2007 Nessun commento

Chi è Mitsuko T.? O meglio Mitsu, come si lascia chiamare sul suo blog. Mitsu è una maiko, una fanciulla di diciassette anni che apprende l’arte della geisha. Il 25 Novembre del 2005 è stata accettata in una okiya di Kyoto: sono così chiamate le o-chaya (teahouse) che addestrano e ospitano le giovani maiko. Da allora Mitsu si racconta in un diario on line che, per la grande popolarità, nella versione nipponica ha raggiunto i diecimila accessi al giorno. Cade quindi in Giappone uno degli ultimi tabù. Sul web infatti l’adolescente ha iniziato a descrivere il proprio percorso formativo, raccontando impressioni e riflessioni provocate da ogni sua nuova esperienza. Tradizionalmente quella della geisha è l’unica professione che richieda un tirocinio più lungo di quello di un medico, con materie che vanno dalla musica al teatro, dal trucco alla poesia e ai più vari argomenti di conversazione: se è sempre discreta, infatti, la più raffinata delle compagne femminili non può permettersi nessuna lacuna culturale. Altro che veline, letterine o paroline di televisiva memoria. Tra un post e l’altro, Mitsu parla della scuola di trucco oshiroi, che è assai più complicata della cosmesi di tipo occidentale, della gastronomia, con tutta la gamma di dolci e bevande in cui una vera geisha deve essere espertissima, dei tessuti, degli abiti, del portamento, definito in ogni minimo gesto e situazione, e di tutti quei dettagli che distinguono una geisha da una oiran (prostituta d’alto bordo). La parola geisha è composta da due caratteri giapponesi: sha, intrattenitrice, e gei, artistica. Se maiko vuol dire danzatrice, geisha significa artista e dunque si distingue radicalmente dalle oiran, a cominciare dal modo di portare l’obi (la fascia di seta rigida da avvolgere intorno al kimono) che viene stretta dietro invece che davanti come usano fare le cortigiane. Il mondo delle geishe sta lentamente scomparendo. Da ottomila che erano, prima della seconda guerra mondiale, si valuta che attualmente non ne siano rimaste più di un paio di migliaia, concentrate soprattutto a Kyoto, il bastione della tradizione. Una geisha apprendista impiega dai cinque ai sei anni per padroneggiare le sue arti, allenandosi duramente come un’atleta delle Olimpiadi e vivendo secondo una rigida etichetta, in fatto di abbigliamento e comportamento. Al termine del piano di studi se decide di sposarsi deve rinunciare all’ambito ruolo, altrimenti si potrà tenere in suo onore la cerimonia dell’erigae. Di conseguenza, non stupisce che siano poche le donne tentate a seguire tale apprendistato. Tuttavia, non si può dire che fare la geisha non sia più un’ambizione. Sono centinaia le mail che Mitsu riceve, ogni settimana, da parte di ragazze di tutto il mondo che le confessano di volerla imitare: sognano di diventare anch’esse delle maiko. Forse che quella della geisha, grazie al fascino di Mitsuko, sia destinata a divenire la professione più ambita del terzo millennio? Sorge però spontanea una domanda che abbiamo rivolto proprio a lei: cosa spinge una fanciulla di quindici anni a scegliere questo mestiere? “Amore, solo questo desidero. Ed ora so dove trovarlo. So perfettamente chi voglio essere: una geisha. Sensuale e perfetta, assoluta padrona dell’arte d’amare me stessa. Io voglio raggiungere la perfezione”. L’arte di amare giapponese ha dunque stregato anche il web ed ora una casa editrice italiana che, per il momento, preferisce restare in incognito, ha proposto a Mitsu di trasformare il suo diario in un romanzo. La giovane maiko ha accettato. Restiamo in attesa di leggere il suo libro.

Lettera di una donna al direttore di una rivista per uomini

5 Marzo 2007 Nessun commento

Lettera di una donna al direttore di una rivista per uomini (?For Men Magazine?)

Lo confesso. Ho ceduto alla tentazione di comprare la nuova rivista
maschile “For men magazine”. Del resto, come potevo resistere agli
affascinanti argomenti annunciati dalla copertina (che, tra
parentesi, ritrae un uomo con una faccia da stupido, tanti muscoli e quasi
nudo?). Almeno quattro i titoli memorabili del magazine:
“Falle dire basta stanotte!”
“Ricco entro Pasqua: 15 idee geniali”
“Trucchi: mangi il doppio e perdi peso!”
“Smetti di fumare e voli ai Caraibi”.

Non vorrei deludere il geniale direttore, ma a far dire “BASTA” a una
donna siete già tutti bravissimi da soli poiché di solito ne abbiamo
abbastanza dopo i primi tre minuti. La vostra difficoltà sta nel farle dire
“ANCORA!”.
Riguardo allo slogan “Ricco entro Pasqua”, beh, se vuole fare le cose
fatte bene, nel prossimo numero alleghi anche due simpatici gadgets:
passamontagna e pistola.
Alla promessa “Mangi il doppio e perdi peso”, invece, tenderei anche
a credere. Perché si sa che se mangi il doppio poi diventi la metà….
Si, la metà del Colosseo!!!!!!!!
Infine, sempre in copertina, c?è la scritta “Smetti di fumare e voli
ai Caraibi”. Guardi signor direttore, io non ho mai conosciuto uno
che abbia smesso di fumare e che sia andato in un’isola tropicale
a festeggiare. Però ho sentito di gente che ha cominciato a fumare
droghe e ha fatto certi viaggi senza uscire di casa che lei non immagina.
Ma non è tutto. All’interno del Magazine, a pagina 52, c’è un articolo
su “come slacciarle il reggiseno” che tiene conto dei vari modelli
(classico, seduttivo, sportivo…). A parte l’intelligenza dell’articolo
in sè, mi soffermo sul consiglio per slacciare il modello sportivo, che è:
“se lei è spiritosa dacci un taglio con le forbici!”. Signor Direttore,
io le garantisco che sono una donna spiritosa, ma se un uomo (che magari
conosco da poco) in un momento di intimità mi tira fuori dal taschino
un paio di forbici, io come minimo penso che sia il mostro di Milwaukee
e nella migliore delle ipotesi gli dò un calcio nelle palle che il mese dopo l’uomo non legge più la sua rivista, ma una per sole donne!
Mi fermo qui. Donne, consoliamoci: noi una volta al mese abbiamo
le mestruazioni, a volte dolorose, ma gli uomini una volta al mese hanno
For Men Magazine in edicola. Mica lo sò chi sta peggio!!